Visitare la Birmania (Myanmar)

Myanmar

Visitare la Birmania (oggi Myanmar) vuol dire bandire dal viaggio ogni fretta. E’il modo migliore per avvicinarsi a tradizioni, usanze e miti di una cultura totalmente impregnata degli insegnamenti buddisti: meditazione, saggezza e rispetto per l’ambiente. Rangoon, la capitale, l’antica Shwedagon, rende davvero fede alla descrizione che lo scrittore Rudyard Kipling fa della Birmania: “è diversa da ogni altra terra che tu possa avere conosciuto “.

Queste parole vennero scritte un secolo fa, ma ancor oggi la Shwedagon Paya (pagoda), tempestata di pietre preziose, rappresenta l’immagine di un paese che ha conservato gelosamente le proprie tradizioni millenarie. Alta quasi un centinaio di metri, domina la città e si può ascendere al tempio salendo uno dopo l’altro i 104 gradini oppure, in concessione alla società moderna, con un ascensore di cristallo.
La capitale è una città molto vivace, ricca di bei palazzi coloniali come lo Strand Hotel e di quartieri caratteristici dalle case in teak. Nel mercato Bogyoke Aung San si può effettuare ogni genere di acquisto, dai legni intagliati agli oggetti in lacca ed avorio, dalle pietre preziose alle cavallette e alle rane fritte.
Ci vuole solo un’ora di volo da Bangkok, ma si ha la sensazione di essere sbarcati davvero in un altro mondo, dal quale, dopo l’indipendenza raggiunta dal dominio britannico, è stata cancellata ogni traccia della colonizzazione a partire proprio dai nomi: così Rangoon è diventata Yangon e l’antica capitale Pagan, città dai mille templi, si è trasformata in Bagan, come lo stesso nome dello stato, Burma è stato cambiato in Myanmar, che ricorda più le origini e meno il dominio anglosassone.

Dopo decenni di isolamento, Myanmar ha aperto oggi le porte al turismo internazionale, consentendo agli occidentali di di ammirare le migliaia di templi buddhisti di cui è costellato questo meraviglioso e misterioso paese.
Soprattutto Bagan e Mandalay, sulle rive del fiume Irrawaddy (oggi Airarawaddy) offrono l’occasione di apprezzare questi capolavori dell’arte orientale. Bagan, considerato giustamente uno dei centri archeologici più interessanti e belli del mondo, è costellato di migliaia di pagode edificate tra il IX e il XII secolo. Come la Shwezigon Paya al cui interno si trova la statua di Buddha seduto in mezzo a colonne finemente decorate, o Ananda con l’effige del dio in piedi risplendente d’oro, o le bellissime pitture murali di Gubyaukgi. Sono le più famose, ma una gita in carrozza o anche in biciclette, è fonte di piacevoli sorprese ad ogni angolo, magari guidati da qualche abitante della zona. Da non mancare, nei dintorni di Bagan, il “Buddha che indica il suoi figli”: un centinaio di Buddha più piccoli che risalgono una collina. Una tappa da non perdere è una visita a Myinkaba, famosa per la lavorazione artigianale delle lacche.

Mandalay, più a nord, è la culla della cultura buddista, con la sua collina sacra, e chilometri di scalinate per raggiungere le pagode. Nei dintorni, a Sagaing, si possono trovare laboratori artigianali che lavorano con grande perizia l’argento e la terracotta, o costruiscono le marionette dell’antico teatro tradizionale yok-thei pwe. Amarapura invece è il regno dei tessitori di stoffe in seta e cotone, degli intagliatori di legno e degli scultori del bronzo.

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