I quattro mercati di Palermo

Per le vie del capo

Palermo è una città tra le più caratteristiche di tutta Italia e da sempre una delle mete nostrane più apprezzate dagli italiani e non solo. La lunghissima storia alle spalle e le tante dominazioni nel corso dei secoli, hanno regalato alla Sicilia, una città unica e bellissima per la commistione di stili che la caratterizza (uno su tutti quello arabo). I voli per Palermo per questo sono sempre parecchio ricercati e se ne trovano diversi tra i voli low cost Italia di Skyscanner.

Vucciria, Capo, Ballaro’ e Borgo Vecchio sono i quattro mercati di Palermo e rappresentano luoghi incredibilmente caratteristici e per questo da visitare assolutamente durante una vacanza nel capoluogo siciliano.

I quattro i mercati di Palermo sono accomunati dal fatto d’essere rimasti immutati nel tempo, apparendo agli occhi del visitatore del XX secolo con la stessa atmosfera, i profumi e i colori che offrivano al mercante arabo del X secolo. La prima sensazione che si prova entrando in questi mercati è quella di vivere per un momento nel passato. Non ci sono infatti insegne luminose, ma enormi lampade, non esiste cellophane ma cartone, i prezzi non sono attaccati alla merce, ma indicati su pezzi di legno. I quattro mercati sono insomma “sopravvissuti al progresso” e non bisogna avere paura a entrare (ma naturalmente è sempre meglio non mettete in bella vista oggetti di valore) per godere di uno spettacolo straordinario e di una ospitalità genuina tipicamente siciliana.

Qui non c’è traccia di musica in sottofondo, visto la creano i venditori, che a gran voce, in un dialetto incomprensibile per lo straniero, invitano ad acquistare il prodotto oppure intonano canzoni e si lanciano commenti da una bancarella ad un’altra. Non sarà per nulla raro vedersi invitare a provare la frutta e per il solo fatto di essere turisti, i commercianti faranno a gara per rendersi ospitali. Se vi fermerete a parlare con qualcuno di loro ecco subito spuntare il venditore del banco accanto che, scherzando con il collega, vi inviterà a non dargli retta e inizierà la sua conversazione e così via, dal “virdumaro” al “carnezziere”, dall”‘alivaro” al “vruccularo”, sarete circondati da simpatia e cordialità.

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