Area archeologica di Abu Sir

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La necropoli di Abu Sir, ubicata a circa 20 chilometri a sud del Cairo, costituisce quasi un corpo unico con la necropoli di Sakkara, di cui è la continuazione verso nord.
Attualmente si possono vedere quattro piramidi, risalenti alla V° dinastia (circa 2400 a.C.), mentre in origine erano 14. La più significativa appartiene al Faraone Sahure e presenta anche i resti di una complessa ed articolata strada di raccordo fra il tempio a valle ed il tempio della piramide, tra le cui rovine emergono colonne palmiformi, tratti di pavimentazione in basalto ed un campione di bassorilievi delle pareti verticali (circa il 10% degli originali 10.000 mq.).

L’accesso alla camera mortuaria della piramide è un condotto di dimensioni ridottissime, alto non più di 50 cm., che costringe a strisciare per terra: non ne consiglio la percorrenza….
Nelle vicinanze abbiamo la piramide di Neauserre, molto rovinata, quella di Neferirkare, che ricorda una piramide a gradoni, a causa dello smantellamento del rivestimento esterno in calcare e quella di Neferefre, mai completata.
Le dimensioni di queste piramidi sono relativamente modeste, non vanno oltre i 30-40 metri di altezza e l’aspetto esteriore, decurtato del rivestimento calcareo, ricorda quasi più quello di una collina che quello di una piramide.
Nelle vicinanze troviamo anche alcune mastabe di dignitari del medesimo periodo, tra cui quella di Ptahshepses, sovrintendente ai lavori del Faraone Sahure; la costruzione, caratterizzata da un grande cortile con pilastri quadrangolari, è, al pari delle piramidi, in cattive condizioni.
Proseguendo nel deserto per circa due chilometri in direzione del villaggio di Abu Ghorab, si incontrano i resti di un importante monumento, il tempio solare di Neauserre, uno dei due unici esempi esistenti di questa tipologia costruttiva, caratteristica della V° dinastia.
Nel tempio si celebrava l’identità del Faraone con il dio sole Ra: infatti, tutti i nomi dei sovrani che governarono durante questa dinastia, sono composti con il suffisso Ra, riconoscibile nel cartiglio reale con un disco.
Il tempio solare, caratterizzato da un cortile aperto circondato da un muro, conteneva all’interno un basamento di granito sul quale si elevava un obelisco, simbolo solare, fronteggiato da un altare sacrificale. Attualmente si evidenziano i resti del basamento dell’obelisco, che non esiste più, mentre il colossale altare di alabastro, composto di più parti, è ancora in sito e perfettamente leggibile, con le vasche che servivano a raccogliere il sangue delle vittime sacrificali (pecore, buoi).
Per raggiungere questo luogo partendo dal gruppo delle piramidi presso l’ingresso del sito archeologico è opportuno farsi accompagnare da uno dei guardiani, per evitare di girare a vuoto nel deserto, qui piuttosto collinoso.

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